Damien Larroumets, directeur des opérations et des systèmes d'information de Koalys (Diagamter, Aléa Contrôles)

La planimetria 2D/3D: da elaborato a «dato strategico»

A lungo considerata un semplice allegato della relazione di perizia, la planimetria sta cambiando status grazie al 2D/3D. Man mano che le tecnologie maturano, diventa un dato strategico capace di migliorare la qualità delle perizie, creare nuovi usi e accompagnare l'edificio ben oltre l'incarico del perito.

Opinione
Pubblicazione:

Un intervento di Damien Larroumets, direttore delle operazioni e dei sistemi informativi di Koalys, società a cui fanno capo i marchi Diagamter e Aléa Contrôles.

La perizia immobiliare viene spesso ridotta a una relazione. È normale. La relazione concretizza la nostra missione, risponde a un obbligo normativo ed è il documento consegnato al cliente.

Ma il nostro mestiere non può ridursi a questo solo elaborato. Ogni giorno raccogliamo una grande quantità di dati sugli edifici. Rileviamo dimensioni, osserviamo materiali, analizziamo prestazioni, controlliamo impianti. Tutte informazioni che permettono poi a proprietari, acquirenti o professionisti di prendere decisioni consapevoli.

La relazione, in fondo, non è che un modo di organizzare e restituire queste informazioni. È questa evoluzione che oggi mi sembra la più interessante. La planimetria ne è probabilmente uno degli esempi migliori.

Perché la planimetria 2D/3D cambia la perizia immobiliare?

Per molto tempo, e ancora oggi, la planimetria, o meglio lo schema 2D, è stata considerata un elemento utile a rispondere all'obbligo normativo di localizzare le anomalie in alcune perizie. Rappresentava l'abitazione senza scala, a volte come un semplice rettangolo. Ma una volta consegnata la perizia, il suo utilizzo finiva lì.

In Diagamter ci siamo chiesti perché. Perché una planimetria realizzata da un perito non potrebbe continuare a essere utilizzata una volta conclusa la perizia?

La domanda sembra semplice.

Eppure ha orientato profondamente la nostra riflessione.

Non cercavamo specificamente di produrre una planimetria più estetica, più sofisticata o più dettagliata.

Volevamo darle una seconda vita.

Che potesse continuare a essere utilizzata da un proprietario che prepara dei lavori, da un acquirente che vuole immaginarsi già lì o ancora dai professionisti che interverranno in seguito sull'immobile.

Da quel momento, la planimetria non era più soltanto un documento.

Poteva finalmente continuare a vivere dopo la perizia.

Come progettare un vero strumento professionale per i periti?

Questa riflessione ci ha portati naturalmente a rivedere gli strumenti che utilizzavamo.

Disponevamo già di una soluzione per le planimetrie 2D/3D.

Rispondeva a una parte delle esigenze dei nostri affiliati, ma ne avevamo raggiunto i limiti.

Il nostro mestiere evolve. I nostri strumenti devono evolvere allo stesso ritmo.

Ci siamo quindi presi il tempo di studiare le diverse soluzioni disponibili.

La nostra esigenza era chiara: permettere a un perito di realizzare una planimetria direttamente sul campo, anche senza connessione Internet, e poi sincronizzarla affinché il cliente potesse continuare a utilizzarla.

Non era una questione di tecnologia. Era una questione di uso.

È in questo contesto che abbiamo incontrato il team di Space Designer 3D.

Molto rapidamente, il confronto è andato oltre la semplice scelta di un software.

Abbiamo parlato dei vincoli del nostro mestiere.

Del lavoro su tablet.

Del funzionamento offline.

Dell'uso di uno stilo.

E delle prospettive aperte dal LiDAR e dall'IA.

Ciò che ci ha convinti non è stata soltanto la qualità della loro piattaforma.

È stata la loro capacità di ascolto. Il nostro dialogo si è tradotto rapidamente in sviluppi concreti.

La modalità offline è stata sviluppata. Alcune funzionalità sono evolute per rispondere alle nostre esigenze. Altre sono state migliorate grazie ai riscontri dei nostri team sul campo.

Penso che esista una differenza importante tra un software e un vero strumento professionale.

Un software propone funzionalità.

Uno strumento professionale evolve con chi lo utilizza.

È questo che fa la differenza tra un fornitore di software e un vero partner!

La planimetria 2D/3D diventa un dato strategico

Col senno di poi, penso che l'insegnamento principale riguardi il modo in cui guardiamo al nostro mestiere.

All'inizio volevamo migliorare un elaborato. Alla fine abbiamo capito che il vero tema erano i dati.

Il nostro mestiere consiste nel raccogliere dati sugli edifici. La planimetria fa parte di questi dati.

E, a mio avviso, è destinata a diventare un punto centrale attorno al quale si organizzeranno progressivamente numerose perizie, ma anche nuovi servizi.

In che modo la planimetria 2D/3D migliora la qualità della perizia immobiliare?

Se oggi la planimetria assume un ruolo diverso, è perché migliora concretamente il nostro modo di lavorare.

Il primo vantaggio per i nostri affiliati è la qualità.

Una planimetria realizzata direttamente sul campo su tablet, o a partire da una scansione LiDAR potenziata dall'IA tramite un iPhone, diventa un vero strumento di controllo. Facilita la verifica delle misure, permette di controllare alcune informazioni e rende più affidabile l'intera perizia. La planimetria in scala permette di controllare o comprendere ciò che è stato fatto sul campo.

In definitiva, oltre a guadagnare in qualità, guadagniamo tempo.

E migliorando la qualità dei dati raccolti, si migliora naturalmente la qualità della perizia consegnata al cliente, oltre a fornirgli una planimetria 2D/3D modificabile online.

Era del resto l'obiettivo del nostro approccio.

Non volevamo semplicemente produrre una planimetria migliore.

Volevamo offrire un servizio più utile.

Oggi la planimetria non si ferma più con la relazione. Continua a essere utilizzata dopo la perizia dal proprietario, dall'agente immobiliare o dall'acquirente. Può servire a preparare dei lavori, a immaginare una nuova distribuzione degli spazi o semplicemente a comprendere meglio un immobile.

LiDAR: un acceleratore, non un sostituto del perito

Questa riflessione ci ha portati naturalmente a esplorare le possibilità offerte dal LiDAR.

Molto presto abbiamo individuato il potenziale di questa tecnologia insieme ad Asynth.

Una volta adattata la piattaforma Space Designer 3D agli usi dei nostri periti, e presa dimestichezza con essa, qualche mese dopo abbiamo concordato lo sviluppo di un'applicazione di scansione LiDAR su iPhone abbinata a un riconoscimento IA del flusso video.

Oggi ci permette di generare rapidamente una planimetria a partire da una semplice scansione.

Come ogni tecnologia, resta perfettibile. Tutte le applicazioni di scansione hanno lo stesso difetto: non possono gestire tutti i casi.

È qui la forza di Space Designer 3D: la scansione viene importata nell'applicazione di planimetria, che permette ai periti di apportare gli eventuali ritocchi necessari.

Il guadagno di tempo e di comfort per i nostri periti è molto importante. Per i nuovi arrivati, imparare a usarla è rapido e più semplice che dover disegnare in piedi con lo stilo.

Il nostro mestiere consiste nell'osservare, analizzare, controllare e interpretare le informazioni raccolte sul campo.

Questa tecnologia permette di automatizzare una parte della raccolta dei dati, così il perito dedica più tempo alla propria competenza.

È qui, a mio avviso, che apporta il maggior valore ai nostri affiliati.


Sull'autore

Damien Larroumets è direttore delle operazioni e dei sistemi informativi di Koalys, società a cui fanno capo i marchi di perizia immobiliare Diagamter e Aléa Contrôles.

Diagamter utilizza la tecnologia Space Designer 3D per DiagPlan, il suo servizio di planimetrie 3D. Abbiamo presentato questo progetto nell'articolo DiagPlan: planimetrie 3D per la perizia immobiliare.

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